Come trovare marito (Orgoglio e pregiudizio)

L'inizio non può che essere questo, il libro che forse più di ogni altro vanta innumerevoli - per quanto vani - tentativi di imitazione. Dalla letteratura seria (o sedicente tale), a quella rosa, al cinema, alle serie tv. Il motore di tutto è quello a cui in genere ci si riferisce come "tensione sessuale irrisolta", ovvero un fraintendimento dovuto alle cause più disparate - qui, appunto, si tratta dell'orgoglio di lui e del pregiudizio di lei - che impedisce a protagonista femminile e (co)protagonista maschile di convolare a giuste nozze. Non so se oggi il matrimonio si sogni con la stessa intensità dell'epoca vittoriana, sta di fatto che tra le massime aspirazioni che muovono la vita di una ragazza - di ogni età - resiste quella di trovare il Buon Partito, ovvero un uomo per bene. Jane Austen aveva le idee chiare in proposito, e faceva una proporzione semplice e innegabile tra virtù interiori e beni materiali. Ovvero: più un uomo è onesto, probo e di valore, più lo si dota di rendite e proprietà; più una donna è intelligente, più saprà aggiudicarsi il marito migliore. Insomma la sua eroina di carta più amata, Elisabeth Bennet, perde la testa per lo scellerato di turno (che è anche squattrinato, ma naturalmente per colpa sua, e si chiama Wickham) per qualche capitolo, poi piano piano capisce che il più ricco del circondario è anche l'unico di cui davvero valga la pena innamorarsi. Chiamala scema. Agli eroi di carta e di pellicola si perdonano molte cose, in nome di un considerevole conto in banca; la nostra scrittrice preferita ha comunque la decenza di non attribuire a Mr. Darcy alcuna aberrazione disdicevole (leggi: non è un vampiro e non ha discutibili gusti sessuali) e di dipingercelo pian piano come l'unico uomo con cui valga la pena perdere del tempo. Astuzia ulteriore: ci presenta prima di ogni cosa tutti i suoi difetti, di modo che, con la conoscenza, diventi vieppiù interessante. Per la serie, prendi una donna trattala male (ma non troppo) - e alla fine del libro comunque trattala benissimo. A scapito di ogni fraintendimento, il libro presenta anche diversi personaggi - si tratta collateralmente solo di donne, ma è per non creare confusione - ricchissimi e insopportabili, tanto per sottolineare che il patrimonio materiale è solo uno dei termini dell'equazione. Tienine conto, ma non pensare solo a quello. Comunque sì, tienine conto.

LA LEZIONE - Quello che si impara leggendo Orgoglio e pregiudizio è prima di tutto che con la grazia e il sorriso si può raccontare anche la più banale delle storie e renderla unica e irripetibile. Divertentissima, oltretutto. In più, una lezione di vita: ieri come oggi, l'unica soluzione in amore è dimostrarsi serie, determinate e intelligenti prima di ogni altra cosa, perché "al cuor non si comanda" è la bugia che gli infedeli ci vogliono vendere come verità. Quando si ama lo si fa prima di tutto con la testa, ed Elisabeth Bennet è l'unico caso di eroina romantica che ci dimostri inequivocabilmente che il suo non è un amore di serie B. L'amore si può scegliere; e se lo scegli e non risponde, probabilmente hai solo scelto male. Se siamo così affascinate da lei, dopo tanto tempo, è perché è semplicemente l'amica più furba che abbiamo.


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